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Paragrafo  6  .  Terrorismo in declino, mafia in crescita  e  scandali
politico-finanziari.

Causa di instabilit politica e di tensione sociale erano gli attacchi
mossi   alle  istituzioni  democratiche  ed  alla  convivenza  civile.
L'episodio pi tragico avvenne il 2 agosto 1980, quando alla  stazione
di  Bologna  l'esplosione di una bomba collocata nella sala  d'aspetto
provoc  la morte di 85 persone e il ferimento di pi di 200:  nessuna
azione  terroristica in Italia e in Europa aveva mai  provocato  tante
vittime. La strage venne attribuita all'eversione neofascista e  nelle
indagini saranno coinvolti anche i servizi di sicurezza, Licio Gelli e
la loggia massonica P2.
Il  terrorismo politico continu ad imperversare sino a tutto il 1980,
colpendo   soprattutto   magistrati,  forze   dell'ordine,   dirigenti
industriali, giornalisti e uomini politici. Nel frattempo per vennero
adottati   provvedimenti   eccezionali,   come   l'estensione    della
carcerazione preventiva e il fermo di polizia, e misure a  favore  dei
"pentiti"  disposti  a collaborare alle indagini, che  cominciarono  a
produrre  effetti  significativi: gli speciali nuclei  antiterrorismo,
guidati  dal  generale  dei carabinieri Carlo  Alberto  Dalla  Chiesa,
riuscirono a catturare esponenti di primo piano delle brigate rosse  e
di  altri  gruppi  armati  e acquisirono preziose  informazioni  sulla
struttura  dell'organizzazione terroristica. A  partire  dal  1981  la
criminalit politica cal di intensit; l'ultimo clamoroso episodio fu
il  rapimento  del  generale statunitense James Lee Dozier,  sottocapo
delle  forze  NATO in Italia, il 17 dicembre 1981 a  Verona  ad  opera
delle BR. Dopo la liberazione dell'ufficiale, effettuata alla fine  di
gennaio del 1982 da parte delle forze dell'ordine, le rivelazioni  dei
"pentiti" consentirono la cattura di numerosi brigatisti. Ai "pentiti"
si  aggiunsero quindi i cosiddetti "dissociati", ossia coloro che, pur
non  essendo  disponibili a collaborare, rinnegavano pubblicamente  la
lotta  armata,  mettendone  in discussione  l'ideologia  e  le  scelte
strategiche.  Scompaginato  da  numerosi  arresti  e  indebolito   dal
fenomeno  della dissociazione, il terrorismo si avvi verso una  crisi
irreversibile, sancita nel corso del 1983 dalla condanna di molti  dei
principali protagonisti.
La  sconfitta  del  terrorismo si accompagn per  alla  accentuazione
della  violenza  mafiosa. Infatti, da quando,  a  partire  dagli  anni
Settanta,  la  principale  fonte  di arricchimento  della  criminalit
organizzata   era   diventata   il   traffico   internazionale   degli
stupefacenti, si era scatenata una sanguinosa lotta per l'egemonia tra
le varie "famiglie" mafiose. Dopo un'impressionante catena di omicidi,
ebbero  il  sopravvento  i  cosiddetti "corleonesi"  (Luciano  Liggio,
Bernardo    Provenzano,   Salvatore   Riina),   che    intensificarono
l'infiltrazione   nelle   istituzioni   pubbliche,    attraverso    il
clientelismo, la corruzione e l'intimidazione, e con la stessa ferocia
con  cui  avevano  eliminato  gli  avversari  mafiosi,  attaccarono  i
rappresentanti   dello  stato  che  ostacolavano  la   loro   attivit
criminale.  Numerosi esponenti delle forze dell'ordine,  magistrati  e
uomini  politici vennero assassinati; il 3 settembre  1982  lo  stesso
generale Carlo Alberto Dalla

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Chiesa,  inviato a Palermo con l'incarico di coordinare la lotta  alla
mafia, cadde vittima di un agguato insieme alla moglie e all'agente di
scorta.
La  stabilit politica fu compromessa anche dalla scoperta  di  oscure
trame  e dallo scoppio di clamorosi scandali politico-finanziari.  Nel
novembre  del 1979 alcuni esponenti politici furono accusati  di  aver
intascato tangenti per la sottoscrizione di un contratto con  l'Arabia
saudita  per la fornitura di petrolio. A distanza di poco  pi  di  un
anno  alcuni  petrolieri furono accusati di aver evaso  il  fisco  per
oltre  2000 miliardi grazie alla complicit di ufficiali della guardia
di  finanza, uomini politici e funzionari pubblici. Ingenti truffe  ai
danni dello stato vennero commesse anche nel corso della ricostruzione
successiva al terremoto che nel novembre del 1980 aveva provocato 6000
morti,  10.000  feriti e 300.000 senzatetto nel sud  dell'Italia.  Nel
marzo del 1983 venne scoperto un intricato giro di tangenti pagate  da
imprenditori ad assessori e consiglieri del comune di Torino.  A  met
giugno  dello  stesso anno analoghe vicende ebbero  come  responsabili
alcuni esponenti della regione Liguria.
Nel  marzo  del  1981, nel corso di una perquisizione nella  villa  di
Licio  Gelli  in  provincia  di Arezzo, ordinata  dai  magistrati  che
indagavano sulla vicenda del finanziere Michele Sindona, implicato  in
una  serie  di  torbidi affari in Italia e negli Stati Uniti,  vennero
rinvenuti importanti documenti relativi alla loggia massonica P2,  tra
cui  gli elenchi degli affiliati. La presenza tra questi di personaggi
di  rilievo degli apparati militari (numerosi ufficiali superiori e  i
vertici dei servizi segreti), del sistema politico e delle istituzioni
(3  ministri  in  carica e 2 ex, 38 deputati e vari  funzionari),  del
mondo economico e dell'informazione, sollev un notevole clamore.
